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Intervention du Vice Président de la Commission Franco Frattini

pdf mise en ligne :27 03 2006 ( NEA say… n° 09 )

IMMIGRATION > Co-développement

Débat en séance plénière du Parlement européen sur la prostitution forcée dans le cadre des événements sportifs mondiaux, les mesures engagées par l'Union européenne contre la traite des êtres humains et le lancement d'une journée contre la traite.(Compte-rendu in extenso des débats du lundi 13 mars 2006)

Franco Frattini, Vicepresidente della Commissione.
"Signor Presidente, onorevoli deputati, le questioni poste dalla presidente Záborská e dalle altre onorevoli rappresentanti intervenute mi impongono una risposta dettagliata: è giusto e doveroso da parte mia fornire risposte concrete. Nelle varie questioni sono stati toccati 16 punti diversi, con domande molto precise alle quali tenterò di dare una risposta.
In termini più generali, ritengo impensabile che si possa approfittare di un evento sportivo, che per principio dovrebbe costituire l'esaltazione di valori positivi, per tollerare o incoraggiare la prostituzione forzata. Al riguardo ho sentito un riferimento davvero triste, ovvero che il calcio e il sesso vanno insieme, come se la prostituzione forzata fosse la conseguenza inevitabile di un grande evento sportivo. Ma sarebbe la negazione dei valori più sani dello sport.
Risulta pertanto necessario iniziare dalla legislazione, precisamente dalla legislazione europea pertinente adottata in questo senso, la quale prevede l'incriminazione per quanti contribuiscono a costringere alla prostituzione persone, donne e bambini in particolare, ma bisogna dirlo, anche uomini.
Come sapete, esiste una decisione quadro europea, mentre attualmente, per quanto riguarda la Germania, una legge nazionale è entrata in vigore nel 2005, ossia è una legge pienamente applicabile; prepareremo inoltre entro la fine di aprile una relazione al Consiglio e al Parlamento sull'applicazione della decisione quadro sul traffico di esseri umani e sulle misure penali di incriminazione per garantire che tutti gli Stati membri abbiano adottato leggi nazionali di trasposizione di questa decisione quadro prima del periodo di svolgimento del campionato della coppa del mondo di calcio.
Tra le norme più importanti ce n'è una che impone agli Stati membri di perseguire penalmente i responsabili nel paese di provenienza e non nel paese dove hanno commesso il reato. La decisione quadro lo prevede al fine di assicurare l'effettivo svolgimento di un processo e l'irrogazione delle sanzioni penali.
Dopo la presentazione del rapporto, entro la fine di aprile, il Consiglio, e se lo riterrà opportuno anche il Parlamento, potranno affrontare a fondo il tema delle ulteriori misure che a livello europeo, a livello legislativo europeo, potrebbero essere adottate. A mio parere, in relazione a queste misure, si dovrebbe pensare, anche senza rispondere già non oggi in via definitiva, alla punibilità di coloro che come clienti si avvalgono delle prestazioni di persone, sapendo che sono state vittime di costrizione e addirittura in qualche caso di un vero e proprio traffico che le ha ridotte in schiavitù.
Ovviamente la questione delle legalità della prostituzione viene affrontata nei paesi membri in modo molto diverso, tuttavia a mio parere, se il cliente è consapevole che la persona con cui si intrattiene è vittima del traffico, di una forzatura, di una costrizione, allora va fatta una riflessione ulteriore, anche dal punto di vista di un'eventuale sanzione penale.
In questo ambito il ruolo di Europol e di Eurojust devono essere ovviamente potenziati. Tra gli argomenti prioritari che ho sollevato quando ho incontrato il Presidente di Eurojust e il Direttore di Europol c'era proprio quello di rafforzare la capacità di Europol e di Eurojust nell'applicazione del piano di azione contro il traffico degli esseri umani da noi presentato, come questo Parlamento ricorda, alla fine dello scorso anno. Europol può avere un ruolo molto importante nel coordinamento di azioni a livello europeo contro queste forme odiose di criminalità. Lo abbiamo già fatto con successo per colpire la pedofilia, riuscendo grazie ad un'azione di Europol a smantellare una rete di pedofili in 13 paesi europei; questa è un'altra strada che va perseguita.
C'è poi la questione specifica della Coppa del mondo in Germania: avevo promesso a questo Parlamento, quando per la prima volta si discusse del tema, di interessare formalmente il Ministero federale tedesco degli interni. Ovviamente l'ho fatto e il ministro Schäuble, al quale mi sono rivolto, mi ha risposto pochi giorni fa assicurandomi formalmente non solo che la legge federale entrata in vigore sarà rigorosamente applicata, ma che seguirà anche in modo specifico iniziative di prevenzione sul terreno in tutte le città della Germania interessate dallo svolgimento delle partite di calcio.
Posso quindi affermare con certezza che il governo federale tedesco, per bocca del suo ministro degli interni, non solo assicura una piena collaborazione, ma sollecita anche una riflessione da parte del Consiglio dei ministri degli interni che si riunirà ad aprile per esaminare il tema al fine di elaborare una strategia operativa, in questo caso non legislativa, ma proprio operativa di prevenzione sul terreno, al fine di evitare che l'evento sportivo sia utilizzato per trasferire un enorme numero di vittime di questo odioso traffico.
A questo punto vorrei fare due riflessioni sulle misure concrete che in veste di rappresentante della Commissione intendo presentare al vertice di aprile del Consiglio dei ministri degli interni. Anzitutto per quanto riguarda il tema dei visti, confermo con grande chiarezza in particolare all'onorevole Groener, ma anche a quanti mi hanno scritto una lettera dopo il seminario dell'8 marzo, che non ho mai né inteso né voluto né pensato l'introduzione di visti per donne. I visti non si introducono per categorie di persone, i visti si regolamentano per paesi, per nazionalità. Avevo annunciato l'intenzione di valutare se alcuni paesi terzi, considerabili a rischio, siano ancora oggi non soggetti a visto e quindi eventualmente se fosse opportuno estendere il visto temporaneamente per un paese di provenienza di un probabile traffico; ovviamente non per le donne, mi scuso se sono stato frainteso al seminario dell'8 marzo.
Ho approfondito il tema e posso anche darvi la risposta: non ci sono paesi terzi rispetto all'Unione europea dai quali, secondo dati delle polizie, provengono flussi di traffico di esseri umani non soggetti a visto. Non sarà quindi necessario introdurre modifiche all'attuale regime dei visti solo perché tutti i paesi terzi cosiddetti a rischio - secondo le statistiche - sono già coperti da visto. In ogni caso non si sarebbe mai trattato di un visto per le donne, sarebbe stato solo previsto di un controllo maggiore su alcuni paesi. Il problema non sussiste, ma è evidente che occorre - e al Consiglio formulerò una proposta in tal senso - un controllo maggiore da parte dei consolati sulle effettive finalità di viaggi di gruppi di visitatori, in quanto è evidente che i trafficanti di donne per fini sessuali dichiarano o fanno dichiarare ragioni false.
Quindi il controllo spetta alle frontiere e ai consolati - ciò richiede una cooperazione tra tutti gli Stati membri dell'Unione europea - e dovrà essere un controllo rafforzato sulla veridicità degli obiettivi dichiarati. Come sapete, spesso si dichiara uno scopo puro e semplice di turismo che non corrisponde a verità. Un controllo approfondito è necessario.
Poi è evidente che, come alcune di voi hanno suggerito, sono indispensabili misure di concreto supporto alle vittime. Personalmente sono favorevole all'idea di promuovere linee telefoniche dedicate cioè delle linee telefoniche in grado, tramite un servizio di traduzione simultanea, di offrire un immediato soccorso nel più ampio numero possibile di lingue straniere.
Ovviamente ciò riguarda sia il periodo della coppa del mondo di calcio sia il periodo successivo: simili misure non possono cessare con il mese di luglio di quest'anno. Queste misure di sostegno immediato e operativo possono essere considerate proprio nel piano di azione europeo, grazie ai progetti e ai finanziamenti che l'Europa può destinare a proposte concrete di questo genere.
Un'altra misura che mi sembra necessaria è uno studio comparato di tutte le leggi degli Stati membri relative alla prostituzione e al rapporto tra la prostituzione, laddove è consentita, e il traffico di esseri umani a scopi sessuali. E' evidente il legame tra l'aumento della domanda e, diciamo così, l'incentivo ai trafficanti a compiere quella ignobile attività. Esiste uno studio promosso proprio da questo Parlamento, precisamente uno studio sul crimine transnazionale. Partendo proprio da esso intendo proporre di condurre uno studio comparato per avere una visione più chiara di quale sia il legame tra l'aumento della domanda e l'aumento del traffico.
Naturalmente, sempre nell'ambito dei programmi Dafne, sarà possibile cofinanziare da parte dell'Unione europea iniziative in materia al fine di accrescere la consapevolezza nell'opinione pubblica sulla necessità di ridurre la domanda di prostituzione, infatti riducendo la domanda di prostituzione si limita o si contribuisce a limitare il traffico di persone per scopi sessuali.
Un'altra proposta che si può formulare riguarda un contatto più forte con i governi locali, con i governi delle regioni, con i governi delle città. E' evidente che simili fenomeni hanno una diffusione nel territorio e infatti, come sapete, esiste una rete europea relativa alle attività di prevenzione della criminalità; vedremo se questa rete europea o altre formule potranno permettere di coinvolgere di più i governi locali nell'attività di prevenzione da un lato e di assistenza alle vittime del traffico dall'altro.
Per l'assistenza alle vittime c'è inoltre l'applicazione delle norme che sono state da ultimo citate, le quali garantiscono uno status alle donne vittime e a quanti sono in genere vittime del traffico di esseri umani o di costrizione alla prostituzione. In detta normativa europea è in particolare la direttiva europea del 2004 che garantisce un permesso di residenza, come qualcuno ha sollecitato poco fa, e voi sapete che gli Stati membri possono trasporre la direttiva europea entro il 6 agosto di quest'anno: fortunatamente alcuni Stati membri lo hanno già fatto, per incoraggiare un po' gli Stati membri che non l'hanno fatto entro la primavera, cioè molto prima di agosto, convocherò un incontro tecnico con i rappresentanti di tutti gli Stati membri per capire quali problemi abbiano finora impedito la trasposizione nazionale di quella direttiva e per chiedere formalmente, prima della scadenza del termine, che tutti gli Stati membri entro agosto garantiscano alle vittime dello sfruttamento sessuale e del traffico di esseri umani lo status preferenziale che la normativa europea ha voluto.
Restano altre questioni importanti, per esempio la necessità di disporre di dati statistici effettivi sul fenomeno. Come già avevo anticipato, intendiamo promuovere fra poche settimane con un'apposita pubblicazione una riflessione e presenteremo una comunicazione europea su una tipologia di dati statistici europei relativi alla criminalità, con particolare riferimento a questo tipo di criminalità, onde avere almeno una certezza di dati statistici attendibili sul fenomeno, sulle sue vittime, sulle denunce presentate e sulle sanzioni comminate.
Ovviamente non è un'iniziativa dedicata solo al campionato della coppa del mondo in Germania, è una necessaria iniziativa a medio termine. Signora Presidente, mi accingo a concludere e mi scuso per la lunghezza, ma c'erano 16 punti diversi e non vorrei che qualcuno degli intervenuti poi dicesse che non ho dato risposte.
Promuoveremo un programma per accrescere a livello europeo la coscienza sul fenomeno. Sono personalmente favorevole all'idea di una giornata europea contro il traffico di esseri umani e contro la prostituzione forzata, intendo promuovere nelle prossime settimane un seminario a livello tecnico, aperto ovviamente a tutti, per lo scambio delle migliori pratiche per prevenire questo fenomeno. Grazie
."